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Inutile ignorarlo è il Pes la carta vincente di Provenzano Più che si sviluppa il quadro dei fantini per Provenzano e più che ci accorgiamo che Giuseppe Michele Pes, detto Il Pesse, ha tra le mani una carta di indiscutibile valore e peso strategico: una carta che, tradotta, richiama la possibilità (l'ultima) che il tufo gli riserva per arrivare a toccare quota dieci. Ma questa unica carta deve essere giocata bene, poiché questa volta non sono ammessi errori. Se la combinazione del meccanismo sul tufo, tra squalifiche ed evidenti infortuni, ha riproposto all'attenzione generale un solo ed unico "faro", questa combinazione non può essere sprecata dal fantino di Asciano con scelte quanto meno rischiose. Il Pes deve convincersi che non esistono calci di rigore da tirare, né che si può andare in mischia su calcio d'angolo per trovare la combinazione della giusta carambola. A luglio è necessario presentarsi con tutte quelle caratteristiche vincenti che lo hanno portato, alcuni anni fa, ad avere la possibilità di conquistare numericamente la fama di Aceto. Ma al di là dell'impossibile sogno di equilibrare il suo "concittadino", il Pes deve proiettarsi nella situazione vincente, ricordandosi di essere un vincente. Il fatto di avere nella scuderia un cavallo del calibro di Zodiach, e, contrariamente allo scorso anno, di conservarlo per tutte le fasi della tratta, può essere un motivo di doppia lettura per la "rinascita" del Pes. Se la lettura viene data nella prospettiva del fantino è praticamente impossibile che Zodiach sia presente alla tratta di luglio. Questo perché il Pes non può offrire alcuna attenuante a se stesso per eventuali dinieghi di monta. Se, al contrario, la lettura viene data secondo i concetti sportivi del cosiddetto "calcio di rigore" allora l'accoppiata Pes-Zodiach è fattibile in un lotto di Contrade molto ampio, anche se questa lettura è fortemente condizionata dall'estrazione del 30 maggio. Forse sono queste le settimane più delicate della preparazione psicologica del Pes, che deve rispondere a se stesso, forse per la prima volta, con estrema chiarezza. Per vincere il decimo Palio c'è bisogno sì dell'habitat naturale, ma c'è anche bisogno di non calciare i rigori, né di arricciare il nasino dopo la combinazione tra cavalli e Contrade. Un incastro difficile per l'unica carta in mano al Pes per poter così alzare il suo decimo nerbo sul tufo. Sergio Profeti 13 aprile 2004 |