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Marini: "Ecco perché ho scelto Guido Tomassucci" Tra le numerose chiacchiere, che costituiscono la ninfa del Palio invernale e colorano le foglie del relativo sottobosco, c'era anche quella della "formale punizione" nei confronti di Roberto Marini che avrebbe "perso" il suo ruolo di Capitano della Selva perché a luglio aveva sbattuto la porta al Bruschelli che chiedeva di correre su Alesandra. Non è mai esistita, nel ricambio dirigenziale di Vallepiatta, il pur minimo indirizzo che seguisse questa chiacchiera paliesca. A confermare il tutto è lo stesso Roberto Marini che spiega i motivi per cui il giubbetto di luglio è stato affidato a Bonito: "Guido a Siena l'ho portato io, ma non sono mai riuscito in 20 anni a montarlo da Capitano. Ho ritenuto che, con un cavallo che non era considerato nella vetta dei desideri, avrei potuto offrire a Guido l'opportunità di correre ancora con il giubbetto della Selva. E così è stato. Non ho mai avuto alcuna tentazione su altri nomi, tant'è che ho spiegato a Gigi i passi della mia scelta. Gigi stesso si è sempre mostrato sempre consapevole della decisione e, tra l'altro, mi ha sempre riconosciuto il fatto che non l'ho mai cercato né contatto per venire a correre nella Selva. Il Bruschelli è un grande fantino che sa gestirsi nel migliore dei modi. La Selva non ha cambiato nulla nel settore paliesco: il Capitano è stato mio mangino per 4 anni, i mangini sono rimasti gli stessi, come la stalla e gli accompagnatori del fantino. Con queste elezioni la Selva ha dimostrato di avere un filo diretto con la saggezza e la garanzia di continuare una tradizione. La famiglia Barabino è la Selva; dal passato con 6 Palii portati nell'altra famiglia, quella selvaiola, al futuro che non potrà che emulare questi risultati". 8 marzo 2005 |