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I fantini uno per uno: Dinopes

Nel Palio si vince solo se il cavallo arriva prima degli altri e Dinopes, al contrario del Ricceri, non ha vinto perché un ostico Vai Go si è ritrovato davanti Acquario che non sapeva più dove andare.Il Palio di venerdì porta però la sua firma tangibile e precisa; una firma che non  solo ha cancellato come d'incanto le ultime prestazioni incolori sul tufo, ma che ha fatto tremare chi ne aveva caldeggiata la monta su Vai Go. E non solo il Bruschelli si è ritrovato a doversi ricredere sul cavallo, ma anche la Torre potrebbe iniziare a mangiarsi le mani per la scelta caduta sullo Zeddino, anziché su Dinopes, appunto. Sta di fatto che venerdì Dinopes ha colto al volo una mossa precisa e ha costruito un primo ingresso a S. Martino perfetto, come se fossero 20 i Palii corsi, anziché 7. Ha usato, dal primo Casato, il nerbo sul cavallo sicuramente perché conosceva vizi e difetti di quelle traiettorie che non vengono troppo digerite dai fantini, ma è certo che se il proprietario di Vai Go andava da anni a sostenere che la monta ideale per il suo soggetto era proprio Dinopes, un motivo ci doveva pur essere. Dinopes ha affrontato il terzo S. Martino sicuro di trovarsi dietro un altro Zeddino, ad impostare le traiettorie, e certamente non si attendeva un attacco con un fantino, e cavallo, proiettato verso i materassoni. Forse l'unica sbavatura di una corsa esageratamente perfetta è stata quella di un'ulteriore nerbata, ma è troppo semplice per il cronista vivisezionare gli ottanta secondi sul tufo. Dopo sei prove di insignificante presenza, un capolavoro nel momento in cui conta; poi a fermarne il suo primo successo ci ha pensato solo Acquario. Sono semplicemente ridicole le quasi-leggende che vogliono Dinopes sempre con lo sguardo dietro per vedere chi arrivava. Sono storielle insignificanti, come quella di Canapetta nel luglio 1968, con Bazza nella Torre. Attenzione, però, a non cullarsi sulle gratificazioni; non servono se ad agosto Dinopes non riuscirà a confermare tutto quello che ha messo in luce venerdì. Non è facile ma se, ad esempio, si dovesse trovare a vestire il giubbetto di chi, venerdì, ha fortemente deluso.

Sergio Profeti

5 luglio 2004