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Come al solito inopportune le dichiarazioni del compagno-successore Non esistono ormai dubbi sull'assoluta incompetenza in materia paliesca e amministrativa del compagno-successore e, per fortuna di questa testata, esiste altrimenti non sappiamo come poter riempire quotidianamente le nostre pagine. sabato i tre quotidiani hanno riportato le dichiarazioni ufficiali del compagno-successore, o successore-compagno, in merito alle polemiche sul numero dei cavalli presenti alla tratta. Il compagno-successore, come al solito, non riuscendo a comprendere cosa significhi il "numero 22" è andata a riappiccicare concetti completamente sconosciuti ad un quattrogiornista di provata fede come lui. Il compagno-successore, infatti, è andato ad esaltare la cosiddetta "qualità" alla "quantità", ed ha "bleffato". E' un bluff che si può facilmente scoprire, poiché muove da basi completamente sconosciute (al compagno-successore) e, pertanto, di immediata risoluzione. I 22 iscritti alla tratta, che poi sono 20, poiché due soggetti completamente sconosciuti alle verifiche amministrative, non sono di quella "qualità" cui fa riferimento il compagno-successore. "Qualità" è un termine perfettamente pericoloso per il mondo del Palio, poiché 20 cavalli di qualità significa automaticamente dare una mano agli animalai. E' vero che il compagno-successore, come è dimostrabile, è un fan degli animalai, avendoli aiutati direttamente nell'agosto 2003, ma pensare di sostenere la teoria della "qualità" nel Palio è un vero e proprio suidicio. Il compagno-successore, come al solito, non voleva usare questo termine, ma un altro, molto più consono al mondo paliesco. Sarebbe troppo complicato spiegarglielo. Sergio Profeti 5 luglio 2004 |