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Chi ha fortemente deluso: l'Oca Troppi elementi hanno contribuito a rendere questo Palio di Provenzano un "poderino" di analisi invernale e, tra questi elementi, c'è anche quello che riguarda le delusioni, più o meno cocenti. All'apice delle delusioni di questo Palio troviamo l'Oca, che non ha saputo inserirsi con le cadenze cui aveva abituato il mondo paliesco. Un infortunio di gestione del percorso, che non può però trovare attenuanti sull'accoppiata stabilita dalla sorte il 29 giugno. Da un "patrimonio paliesco" come quello di Fontebranda ci attendevamo ben altra impostazione e ben altra consistenza. Ed invece ci siamo accorti che qualche volta anche i più perfetti sbagliano il controllo del pallone, come un principiante senza fondamentali. E' stato un episodio e per tale va letto, ma è certo che Fulvio Bruni, oltre a deludere, ha rischiato moltissimo di ritrovarsi triste, nonostante le sue tre aste. L'analisi immediata che, secondo gli usi di Fontebranda, è stata affrontata non ha fatto emergere quelle situazioni sconvolgenti che, in altri ambienti, producono disintegrazioni del tessuto. L'Oca probabilmente si è trovata nelle condizioni di fidarsi di altre componenti, ma il rischio è stato grosso. Troppo per le concretezze dell'ambiente. E siccome molto "fascino" di Fontebranda si regge su quell'alone di indecifrabile modo di fare il Palio, questa volta il "fascino" ha lasciato un po' a desiderare. Palii bruttissimi come questi capitano anche all'Oca, anche se va segnalato che questo ha superato di gran lunga quello di Lousiana di Montalbuccio o di Vaterloo, anche se in quest'ultimo l'obiettivo era quello di creare condizioni di appoggio per la vittoria della storia di Aceto. La sponsorizzazione per la scelta di Acquario deve aver pesato in molti Capitani e l'accoppiata non deve far maledire la cattiva gestione della sorte. Il problema non è Acquario, anche se diligentemente il popolo di Fontebranda vi pone la massima attenzione; nell'"anali immediata", però, il nome di Acquario non è neppure circolato. Ci sono tre aste appese, e ci sono ancora sei prove ed un Palio; il fascicolo di Provenzano è ormai in archivio con un po' di polvere sopra prelevata alla svelta da quelli di Lousiana e Vaterloo. Sergio Profeti 5 luglio 2004 |