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Bruschelli è più bravo come mangino o come capitano?

Nessuno come lui, né nel passato, né nel futuro. Luigi Bruschelli è riuscito a confezionare, nel giro di 4-5 anni, un "contenitore" di vaste proporzione a sua immagine e somiglianza. Il culmine raggiunto a tavolino in questo luglio assume i contorni della perfezione assoluta e non ci si rende conto con quanta semplicità i "giochi delle danze" di Trecciolino riescano ad incastrarsi a meraviglia. Ci sarebbe da svolgere uno studio scientifico e appropriato, non tanto su Trecciolino o sul suo florido sottobosco, quanto sulla componente della clientela. In attesa dello studio c'è da chiedersi come faccia il Bruschelli ad essere così bravo e capace. E' bravo e capace a cavallo, nell'allenare i soggetti da Palio, anche se riesce a sfruttare nelle misure invernali la presenza di copioso pelo agli stinchi, ed è bravo, anzi bravissimo, a svolgere il ruolo di mangino di se stesso. mangino o capitano di se stesso? Se l'Ente Contrada è riuscito ancora i dividere ruoli e competenze, il Bruschelli, al contrario, è riuscito a fondere insieme anche questi due settori riuscendo a meraviglia a vestirsi ora da mangino, ora da Capitano. Di se stesso. Tra i suoi principali pregi c'è la conoscenza assoluta e totale dei meccanismi palieschi, la regia di una cultura che non è stata imparata a memoria ma che fa parte integrante della ninfa. Riesce alla perfezione il suo ruolo di dominatore assoluto, non perché vince a cavallo o a piedi, ma perché vince. Adesso, se domani riuscirà anche a "far vincere", potremo iniziare a scrivere una nuova puntata della sua straordinaria storia paliesca. Ci riuscirà?

1 luglio 2004