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Strategie delle monte sempre più definitive Si vanno a delineare, nonostante molti dirigenti abbiano passato buona parte del periodo a bagnomaria, le monte del prossimo palio di agosto. Più delle monte si può parlare di gruppo di Contrade che si va a delineare nel panorama tecnico. Le dieci di agosto sono raggruppate in cinque fasce; la prima è composta da Nicchio, Pantera e Tartuca, la seconda da Drago e Valdimontone, la terza da Aquila e Leocorno, la quarta da Selva e la quinta, che definiremo di "coordinatrice", da Bruco e Oca. Su quattro delle cinque fasce, la Selva "gioca" per conto proprio, pesa la scelta finale del fantino, rappresentato dalla coppia Bruschelli-Minisini. La prima sensazione è che entrambi, nelle quattro fasce, possono spaziare a libero piacimento, ma, al di là delle prime sensazioni, prende più concretezza che sia Bruschelli (se correrà) che Minisini non cambieranno giubbetto andando tra i canapi per Bruco e Drago. Se è questo il "gioco delle carambole" dobbiamo valutare quanto, in effetti, il condizionamento equino detterà le strategie il 13 agosto e, per questa valutazione, è necessario svincolare i vari raggruppamenti di Contrade da un possibile legame con il fantino. Iniziamo dalla prima fascia, composta da Nicchio, Pantera e Tartuca. Le prime due Contrade non possono montare Giuseppe Pes, la terza, invece, punta direttamente ad un investimento praticamente a costo nullo. Arezzini, infatti, si trova nelle condizioni di quei manager all'inglese che, con grande attenzione ai bilanci, riescono a costruire una squadra sfruttando il "costo zero" di giocatori in procinto della pensione, ma che possono ancora condizionare un'intera stagione agonistica. Se in Inghilterra la stagione presenta 38 giornate, in Piazza la "stagione" si riduce ad una manciata di secondi, con effetti più positivi di quelli calcistici. Dopo la tranquillità di luglio, nel ritrovato suo Montone, il Pes potrebbe replicare in un altrettanto tranquillo habitat, quello di Castelvecchio, dove affinare deliziosamente la rinascita attesa ormai da troppo tempo. La Tartuca fa parte dello schieramento che si accosta consistentemente ai poderini del Bruschelli e proprio verso il fantino potrebbe rivolgere fuggevoli attenzioni. Ma se dovesse correre il Bruschelli e dovesse fermarsi nel Bruco, con il Pes dirottato verso Fontebranda (Bruco e Oca sono le forze coordinatrici di questo Palio), cosa farà Arezzini? Semplice, monta Andrea Mari. L'Atzeni non dovrebbe sfuggire dalla coppia Nicchio-Pantera e tutto dipenderà dalla pressione che saprà mettere in atto il Bruschelli. Certo se il Montone sarà lasciato correre da solo, alla ricerca di un improbabile aggancio al Minisini, l'Atzeni corre nel Nicchio. Ma la scelta definitiva di Giustarini dipende non tanto dal fantino del Montone, quanto dal cavallo. L'intenzione, infatti, è quella di continuare nell'azione psicologica contraria dimostrando, nel mondo dei fantini, che con il Nicchio in Piazza il Montone è perdente. Ecco quindi che se, ad esempio, il Montone si presentasse con Brento e lo Zeddino, nel Nicchio rispunterebbe il Colagè, visto che solo un banale incidente lo scorso anno impedì un nuovo matrimonio. In questo caso, cioè con il Colagè nel Nicchio, l'Atzeni si troverebbe a dover bussare alla porta di Capitan Mori Pometti, che però aspira a riproporre Dinopes in Stalloreggi. Il compito non è facile perché il Bruco non può permettersi il lusso di ritrovarsi ancora il Bruschelli al balcone, e Dinopes in Pantera. Semplice? Fin troppo. 26 luglio 2004 |