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I conti del Palio: persa dal successore la grande occasione

Come è ovvia conseguenza di un personaggio che non ha alcuna esperienza e si ritrova volontariamente al posto sbagliato, il successore ha perso la grande occasione di passare alla storia per riequilibrare i conti palieschi. Invece dei belati inutili ed inconsistenti, con effetto boomerang, il successore avrebbe dovuto cogliere l'occasione del decreto ministeriale per riprendere in esame alcune voci che, per storia e cultura paliesca, non spetterebbero all'amministrazione comunale. Ci riferiamo, ad esempio, alla problematica consistente del rapporto economico con gli equini. Molto opportuno, in questo settore, tornare al passato quando, fino agli anni '20, il noleggio del cavallo, o vettura, veniva pagato direttamente dalle Contrade partecipanti al Palio, con tanto di deposito precedente l'assegnazione nelle casse comunali. E ricadeva pure sulla Contrada ogni onere per "ristabilire" il cavallo. La società italiana che usciva dal conflitto mondiale era praticamente povera, come lo erano le Contrade che chiesero, ed ottennero, che fosse il Comune di Siena ad assumersi l'onere, assai gravoso, di provvedere al compenso per i cavallai. Se nel dopo-guerra erano le Contrade ad essere povere, adesso le parti sono invertite ed è il Comune di Siena a piangere miseria, nonostante alle spalle si presenti con due super-poderi economici. Sono maturi i tempi per ricostruire la storia e la cultura del Palio. Senza il successore.

Sergio Profeti

27 luglio 2004