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Una Contrada e una monta al giorno: Giraffa L'ottima provincia fin qui disputata da Dinopes ha dato un segnale ben preciso alla struttura tecnica del Palio di Provenzano. La Giraffa, infatti, è tra quelle Contrade (pochissime) che può tranquillamente attendere il 29 mattina sapendo di avere una certezza con cui accoppiare il cavallo che riceverà. L'esame primaverile di Dinopes ha ulteriormente, ed in modo progressivo, alimentato la concretezza di questa accoppiata riproponendo all'attenzione generale un fantino che sembrava già sul punto di alzare il nerbo, ma che, al contrario, è incappato in una stagione, quella del 2002, completamente ed assolutamente negativa. Adesso, dopo il "bagno" primaverile la problematica riparte dall'inizio e, non a caso, dalla Giraffa. Contrada, questa, assai complessa e mai sazia; una Contrada particolarmente difficile nella lettura sociale tant'è che chi si stupisce della "rabbia", e determinazione che esiste in Provenzano nella ricerca della vittoria, non ha ben chiari i confini di questo rione, piccolo ma certamente presente nel mondo paliesco. La Giraffa ha una doppia personalità; sembra tranquilla e pacioccona, senza rivali e, di conseguenza, senza grosse tensioni interne. Non è così, anzi non è mai stata così. Anche il Pes nel dopo-cappotto ebbe a focalizzare l'attenzione del cronista: «Vedi, avevo vinto a luglio e dopo un paio di prove su Quarnero sentivo che la gente bisbigliava "Non sarai mica venuto a tirare indietro?"». Il segreto nascosto della Giraffa è tutto in questa frase: Contrada tranquilla e decisa, ma attenzione a cercare di passarle sotto le lunghe gambe. Chi pensa di farlo di nascosto, o di essere inosservato commette un errore. E' un habitat tranquillo ed impegnativo; lo sa benissimo Dinopes, ma lo sa anche l'altro Pes. Sergio Profeti 28 maggio 2003 |