SUNTO

 Sunto non si compra ... si legge gratis - Dal 1976 l'informazione paliesca senza un briciolo di pubblicità -  contatti

 

 

I fantini uno per uno: Dario Colagè

Come si fa a limitare il commento della prestazione del Colagè in base a ciò che si è visto solo sopra il tufo? Aver rinunciato, diciamo anche volontariamente, a disputare non tanto "la corsa", quanto "una corsa", non è in alcun modo giustificabile con le decisioni di Capozzella. Ma la prova di Colagè è riscontrabile solo sopra il tufo? A nostro parere Colagè ha disputato un grande Palio di luglio, sotto il tufo. La sua, chiamiamola rottura, anche se in pratica non lo è, avvenuta il 28 giugno con la dirigenza dei Pispini è, come abbiamo già avuto modo di sostenere, la chiave dell'intera vicenda tecnica non tanto del Colagè, quanto dell'intero Palio di Provenzano. E' su questa "rottura" che si è andata sviluppando la tratta, con quei tre cavalli che, in un modo o nell'altro, hanno focalizzato l'attenzione del Palio. Ancor oggi ci chiediamo quale panorama si sarebbe verificato il 29 giugno se Baresi, Ugo Sancez e Zoarco fossero rimasti fuori dal tufo. Ed è una di quelle domande che ci ritroveremo sempre a formulare, tanto è stata decisiva la loro iscrizione il 29 mattina. C'è un'altra domanda, poi, a cui non sappiamo rispondere: vedere i tre cavalli sul tufo è stato un segnale, oppure ha creato volontariamente una modifica repentina ai programmi iniziali? Ma le domande non sembrano finire: se nell'agosto 2002 il Colagè sapeva che difficilmente avrebbe corso perché ha lasciato a casa i suoi due gioielli? ed al tempo stesso, sapendo che a luglio 2003 avrebbe corso perché li ha presentati? Dall'intreccio delle domande che emergono si può concludere che luglio ha vissuto molto più sotto le direttive del Colagè, che sulle strategie del Bruschelli, ad esempio. Resta l'ombra di non aver voluto accettare quell'abbassamento dei canapi, non certo per inesperienza. Ma allora, perché?

Sergio Profeti

16 luglio 2003