SUNTO

 Sunto non si compra ... si legge gratis - Dal 1976 l'informazione paliesca senza un briciolo di pubblicità -  contatti

 

 

Gli incastri di luglio che non tornano

Sono troppi gli incastri che a luglio non trovano una loro giusta collocazione. Il Nicchio, la Giraffa, il Leocorno, il Bruschelli, il Colagè, l'Oca sono i tasselli che in queste settimane necessitano, uno alla volta, un'analisi a 720° perché si possa cercare di capire qualcosa di costruttivo. A luglio si è avuta la sensazione che si sia assistito ad una corsa in Piazza e non a quei tre giri che il Palio di Siena ci aveva insegnato, sopra e sotto il tufo. Spesso la corsa che si vede nasconde una serie di "trabocchetti", o di incastri che, se nel passato rimanevano di dominio di pochi, oggi sono alla portata di tutti grazie solo ed esclusivamente alle riprese televisive. Se nel passato, abbastanza recente, si potevano indicare delle letture, oggi si deve fare i conti non solo alle riprese che tutti possono vedere, ma anche a quelle "nascoste" nei rioni, oppure alla miriade di scatti fotografici che seguono decimo dopo decimo i tre giri. Insomma, non ci si può più nascondere dietro ad una superficiale ed accomodante lettura. Eppure, nonostante le fonti tecnologiche ben concrete, presenti ed in continuo sviluppo, non si riescono a comprendere molti, troppi "tasselli" sia sotto il tufo, ma soprattutto "sopra" il tufo. Un fantino come il Bruschelli che sceglie, corre velocissimo una prova, rivoluziona la stalla, prepara meticolosamente "la corsa", perché finisce di fare "una corsa", con un cavallo all'esterno ed un altro all'interno? Richiamare ad attenuanti le condizioni equini è banale, è un incastro che non torna.

9 luglio 2003