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Uno per uno: se vince ... Dario Colagè - Ritorna sul tufo dopo un nerissimo 2002 e torna nella Tartuca dopo tre anni. E' al centro dell'attenzione di questo Palio per le sue manovre che hanno anticipato l'assegnazione dei cavalli e che sono ancora del tutto da decifrare nella "lettura" complessiva di questo Palio. Se vince, sbanca tutto e tutti e si ripropone autorevolmente nell'olimpo paliesco. I dubbi emergono da due fattori: devono essere completati tre giri e Bre nto potrà dare queste assicurazioni? Dovesse ritrovarsi di rincorsa il Palio assumerebbe un preciso, anzi precissimo indirizzo. Dino Pes - E' questa, dopo un disastroso 2002, la sua grande, grandissima occasione. Non può permettersi il lusso di commettere errori, deve se non vincere assolutamente almeno far emergere i colori bianco-rossi. Deve dimostrare sul tufo di aver meritato la fiducia, l'enorme fiducia, che la dirigenza giraffina ha riposto in lui ed ha solo un obiettivo da raggiungere. Il soggetto è quello che piace a tutti, ma l'accoppiata non nutre i favori della vigilia. Può vincere, ma per farlo deve correre da solo, per se stesso e per questa Contrada che credere ciecamente in lui. Luca Minisini - E' nuovamente su un cavallo vincente. La sua vittoria scaccerebbe tutte le voci che lo vogliono un po' appagato dei successi e pronto ad entrare nella "sacra ruota del tufo". Monta un cavallo imbattuto e può farcela solo se non perde la testa tra i canapi; anche se parte in ritardo sa dove far mettere i piedi ad Ugo Sancez, E sarebbe troppo semplice. Antonio Villella - Stasera debutta sicuramente sul tufo. Deve molto a Capitan Marini che, contrariamente alle sue impostazioni paliesche, ha conservato la fiducia nel fantino. C'è da chiedersi, comunque, se Bruschelli avesse telefonato, cosa avrebbe deciso Marini. Villella, come Dinopes, correrà da solo e solo da solo potrà pensare di alzare il nerbo. Giuseppe Pes - E' la sua grande occasione per ristabilire il dominio paliesco sul tufo, e, poi, al di là del tufo. Se cade nei tranelli verbali del Pusceddu può pensare seriamente di imboccare il viale del tramonto, ma questo è un Palio che richiede sostanziose credenziali nel credere in se stessi. Se Giuseppe Michele si congiungono ancora sarà fatta e chi scrive potrà esultare: il palio della Restaurazione non è, e non sarà una fantasia.. Walter Pusceddu - Nel Palio si fa solo una cosa per bene: o si vince, o si "infastidisce" l'altro. La scelta deve essere precisa e determinata, i tentennamenti lasciano aperte le imprevedibilità e non ci sarà mai tempo sufficiente per il recupero. E' pur vero che per far perdere la Civetta basterebbe arrivare prima, ma questa è un'impostazione in cui occorre credere, da sempre. Due complesse problematiche come queste non si sono mai sposate: o si tira a vincere, o a far perdere. Giovanni Atzeni - Se le condizioni di Alesandra lo permetteranno, sarà importante per il debuttante non cadere. Poi tra i canapi gli occhi sapranno ricercare le precise indicazioni. Massimo Columbu - L'importante è non cadere e che la Tartuca non vinca. Poi la speranza è che non si registri un ammucchiamento e che Columbu non vi sia coinvolto. Vederlo vittorioso per la prima sembra un Martin Ballesteros - Ecco un'occasione unica ed irripetibile: ritrovarsi tra i canapi quando meno te l'aspetti. Il cavallo può garantire una sicurezza non indifferente ed il fantino dovrà dimostrare che sa correre anche su circuiti non piani e con curve morbide. Se dovesse riuscire a vincere, ci sarà da riscrivere un capitolo inedito della storia del Palio. Luigi Bruschelli - Un giorno, quando scriverà la sua autobiografia paliesca, nel raccontare questo 2 luglio 2003 dovrà pur scoprire i segreti che gli permettono di piazzare subito, e senza tentennamenti, i suoi "ragazzi" sul tufoi. Ed un altro segreto da svelare sarà la scelta di Zilata Usa. Così, semplicemente. Sergio Profeti 2 luglio 2003 |