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Tutta la lettura di questo Palio passa da Dario Colagè

E' tornato prepotentemente alla ribalta della scena paliesca ed anche a sorpresa, condizionando non poco le strategie paliesche, prima, durante e attualmente lo svolgersi delle manovre sopra e sotto il tufo. Stiamo parlando di Dario Colagè che, dopo il peggior anno (il 2002) della sua vita, non solo paliesca, è tornato prepotentemente a far parlare di sé condizionando alla grande questo Palio di Provenzano. Prima l'abbandono, non la rottura si noti bene, con Via dei Pispini, "confezionato" alla vigilia della tratta; poi la presentazione dei suoi tre cavalli il 20 mattina, che hanno condizionato e stravolto l'intero Palio corso a tavolino; infine la scelta di tornare in Castelvecchio per riprendere un discorso bruscamente interrotto. Il Palio dedicato a S. Ansano passa attraverso la lettura di questi episodi e si tratta di una lettura difficilissima e che richiede un'attenzione specifica. Per il momento non riusciamo a comprendere nemmeno un piccolo dettaglio di tutto ciò che è stato elencato. I fatti parlano linguaggi diversi, un po' oscuri, forse troppo difficili per un esame da esterno. La realtà, al contrario, è molto limpida. Più del Bruschelli e del Pes, questo Palio è stato manovrato in silenzio e con cadenze precise da Dario Colagè. Se domani sera dovesse vincere costituirebbe un piccolo capolavoro di grande impatto. Solo di "grande impatto"?

Sergio Profeti

1 luglio 2003