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Che Palio ci attende domani Domani se non piove, o se piove piano, ci troveremo ad un altro ennesimo Palio i cui contorni di lettura saranno motivo di interesse invernale molto consistente. Chi saprà leggere, e dipanare per primo la matassa, potrà "godersi" un inverno tranquillo essendo riuscito a capire le molte pagine che compongono questo Palio. Perché un dato è certo, a prescindere dai due vecchietti del tufo, molte combinazioni di monte si prestano a svariate interpretazioni. Una di queste inquadra, o inquadrerebbe, questo Palio con due direzioni: o si tratta del Palio della Restaurazione, o del Palio della svolta. "La corsa", o "una corsa"? Il "capo in cassetta e vai", concetto questo esaltato dalle nuovi componenti paliesche e contradaiole, potrebbe essere attuato da più Contrade di quello che si potrebbe pensare. L'appuntamento di domani è troppo delicato per alcuni fantini; praticamente si chiude la stagione ed è l'ultima possibilità che a molti si presenta per restare nel 2004 nel giro del tufo. Se a vincere sarà "una corsa" il 2004 si trasformerà sempre più in una competizione che non rispecchia assolutamente le cadenze e le regole paliesche. Perché sia chiaro, ancora una volta; il tracciato sul tufo è fatto per mantenere intatto il patrimonio della Festa; S. Martino è disegnato per gli ingressi spericolati; al Casato si passa uno alla volta e se hai il cavallo più forte devi superare chi sta davanti nel tratto che porta dal casato a S. Martino. Queste semplici applicazioni hanno progressivamente aiutato la Festa a passare gli anni ed i secoli perché, sul tufo, veniva effettuata "la corsa" e non "una corsa". Domani deve vincere la 3B o, in alternativa, il Pes dei grandi numeri, con il decimo trionfo. Il Palio di Siena ringrazierebbe, profondamente. Sergio Profeti 15 agosto 2003 |