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E' più bello realizzare una rete su calcio di rigore o in mischia?

I fantini come calciatori; il paragone non deve richiamare alcun fraintendimento economico, che non ha motivo di esistere. Il paragone con l'ambiente calcistico, anche se particolarmente forzato, va inquadrato in una filosofia a tutto ... campo. Lo strafschop, come indicano gli olandesi il calcio di rigore, è quell'espressione che indica, chiudendo gli occhi, di andare in una stalla di Contrada per giocare il tutto per tutto in un'unica soluzione. Questi rigori assomigliano a delle vere e proprie corse, più precisamente "una corsa". Si mette il capo in cassetta, si stabiliscono precise distribuzioni, e poi via, ad occhi chiusi con la speranza di imboccare il viottolo giusto. Ma il fantino che si appresta a indirizzarsi verso il "cerchiolino bianco", all'interno dell'area, riesce a produrre quelle situazioni di "benessere collettivo" per la dirigenza che gli ha affidato la "possibilità della vita". Una rete segnata su calcio di rigore quale valore può assumere? Molto relativo, anche se permette di conquistare una Coppina strapazzata. Anche nel Palio una vittoria su calcio di rigore permette solo di oscurare parzialmente i problemi che derivano a livello sociale e che stanno stritolando l'ambiente. Ma è pur sempre una vittoria che resta e fa, parzialmente, la felicità di tutti. Ecco, quindi, che segnare una rete in mischia, e magari al 90°, assume un significato ed un fascino particolare. Prima di tutto, in mischia, si assommano tre componenti: la determinazione, l'essere lì in area, la fortuna. Ed è una miscela che, per "la corsa" sul tufo, ben si adatta alla copertura filosofica dell'interpretazione. A noi piace vedere vincere in mischia, non su rigore; perché è l'intero complesso che aiuta a trovare lo spiraglio giusto, affidando la responsabilità del tiro ad uno. Un pallone che serpeggia tra le zampette degli avversari, ma che possiede grinta e determinazione deve essere aiutato dall'elemento fondamentale de "la corsa": la fortuna. Ed allora, quando vedi quel nerbo alzato, nella mischia, il grido che si innalza è più forte, più convincente, più spontaneo.

Sergio Profeti

24 luglio 2003