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Le monte di Luca Minisini

Se c'è un fantino che ad agosto non può sbagliare assolutamente la scelta, questo è Luca Minisini. Dopo aver vinto nell'Istrice, sfruttando alla maniera di Aceto l'errore del Ricceri, Minisini si è ritrovato a dover indossare per due volte consecutive il giubbetto del Drago e, a parte alcune traiettorie di S. Martino disegnate con il compasso, le sue interpretazioni della corsa non sono apparse prive dei critiche. Ad agosto è praticamente impossibile pensare ad un Minisini ancora nelle retrovie a nascondersi ed a sfruttare gli errori degli altri colleghi. In questa pre-fase d'agosto, legato al nome di Minisini non si nasconde il comportamento tecnico del fantino, bensì la sua abilità nel saper disegnare il Palio a tavolino, o, se si preferisce, sotto il tufo. Sono molte le considerazioni da tener presente. Prima di tutto l'ombra della Confraternita che sta cercando di "ammorbidire" il Drago per un suo inserimento, seppur ai margini, dentro la stanza dei bottoni. E la Confraternita boccia sistematicamente tre Contrade: Lupa, Chiocciola e Torre. Forse è proprio il ruolo ai margini che non sta piacendo a De Luca, che vuole entrare nella stanza, ma viene sempre bloccato sulla soglia. A luglio, pur con frequenti sbirciate in punta  di piedi, De Luca ha salvato il patrimonio grazie alla presenza del Drago sul tufo, ma ora ad agosto non c'è più spazio per giocare a nascondino ed occorre una presa di posizione netta. Vediamo, prima di continuare, quali sono le Contrade completamente fuori dall'obiettivo di Minisini. Prima di tutto la Lupa, e non addentriamoci nello spiegare i motivi; poi il Bruco (a causa della presenza di tal Bruschelli); poi la Chiocciola (che ha sposato per il 2003 il filone del Coghe); poi l'Onda (che è pronta ad esultare per un'oculata gestione dell'ultimo suo gioiellino, Ricceri). Tra le sei Contrade rimaste, due vanno automaticamente escluse: Civetta e Leocorno. Perché? Perché le Contrade, specialmente quelle della Confraternita, restando a guardare il Palio, hanno necessità che Minisini sia posto nelle condizioni migliori per vincere il Palio. facile prevedere una situazione, già vista recentemente a luglio, per impedire, o infastidire un fantino che, nelle fasi della mossa, rimane ancora un po' imbambolato. Le Contrade, a questo punto, scendono a quattro: Giraffa, Aquila, Nicchio e Torre. E su queste scelte iniziano a fiondare, sul tavolo tecnico, i celebri "lecca-lecca", quei gustosi bastoncini che più che li lecchi e più che non finiscono mai. Il lettore non faccia, sull'argomento, alcun tipo di riferimento ad ambienti sessuali. Se vince ad agosto il Minisini non è un dramma, anzi il suo nerbo alzato rientrerebbe in quel preciso quadro di restauro, allontanando il pericolo di nuovi cambi di mentalità dovuti a vittorie di qualche giovane (leggi Ricceri). Ma per vincere, il Minisini deve assicurare, come è già successo a luglio 2002, una serie di "lecca-lecca" di originale concretezza. Tra le quattro Contrade elencate in precedenza, le due del Terzo di S, Martino potrebbero rappresentare delle indicazioni preferite. A questo punto potrebbe sfaldarsi un po' l'unità della Confraternita. E' evidente che il Minisini vincente nel Nicchio o nella Torre sarebbe gradito a Istrice e Tartuca, ma farebbe sobbalzare l'Oca che non può permettersi il lusso di poter rischiare così tanto. Su questo panorama, potrebbe inserirsi il Montone e stringere proprio con l'Oca quei significativi patti che portano a pareggiare l'incontro. Insomma perché il Minisini deve solo scegliere tra Nicchio e Torre e non, magari, tra Giraffa e Aquila? Ma se Montone e Oca cominciano a lavorare di nascosto verso queste due ultime Contrade non urtano gli interessi di Giuseppe Pes che sembra, ad oggi, avere una posizione privilegiata proprio su Giraffa e Aquila? E l'Oca e il Montone potrebbero rischiare di incrinare il rapporto con un fantino che, seppur 41enne (nel 2004, quando Oca e Montone correranno sempre), riuscirebbe sempre a creare seri grattacapi? Ecco, allora, che potrebbe tornare alla ribalta un nuovo esame, che farebbe tutti felici: Civetta o Leocorno. Tutti contenti? No, Istrice e Tartuca non si possono permettere il lusso di vedere un fantino vincente essere "atteso" dopo calato il canape, perché Lupa e Chiocciola potrebbero approfittarne. Come andrà a finire allora? Con l'accoppiata che andrà a formare Minisini, senza cavallo ovviamente, il Palio sotto il tufo si gioca una buona fetta di credibilità; ma ancor di più a giocare il tutto per tutto è il Capitano del Drago che deve individuare quelle "stradine giuste" con cui impostare una decisione importante: o si esalta il ruolo del Minisini nel mondo paliesco, o si sacrificano i "lecca-lecca". Portare tutto a casa è praticamente impossibile.

Sergio Profeti

17 luglio 2003