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Salvate le Contrade con evidente imbarazzo

Nell'esaminare, una per una, le dieci ordinanze disciplinari di primo grado, che portano la firma della Creatura, si ha immediatamente la sensazione che quattro delle cinque Contrade si possono ritenere salvate dall'assoluta incapacità della coppia successore-Creatura e dalle pressioni che gli stessi hanno subito. L'imbarazzo che emerge dalle motivazioni, come vedremo di seguito, è lì a significare e testimoniare la completa incompetenza ed incapacità che animano il successore nel dettare le sanzioni alla Creatura, in un dialogo ormai cieco e improponibile per il futuro. L'esame complessivo sui fantini è carente su due episodi: quello del Ricceri e dello Zedde, ufficialmente richiamato da Masala. Non si comprende il motivo del salvataggio di Ricceri, visto, ad esempio, che Chiti si è ritrovato sanzionato. Comunque, a parte le carenze e le invenzioni nelle motivazioni scritte con formule incapaci, il discorso sui fantini è accettabile, a parte l'inventata sanzione a Mari, come vedremo in altra parte. Ciò che non torna assolutamente è la grazia espressa verso le Contrade. Tutto l'equilibrio era rivolto alla situazione della Civetta, poiché l'applicazione di norme sanzionatorie precedenti (previste del resto dal Regolamento del Palio (art. 99 bis)) avrebbe comportato una sanzione più consistente (deplorazione) che avrebbe fatto scattare automaticamente la squalifica per la Contrada. Da qui, inevitabilmente, la squalifica sarebbe scattata anche per Torre, Bruco e Onda e quattro Contrade squalificate un'amministrazione comunale, specialmente quella di incompetenti come l'attuale, non può permettersele nessuno. A prescindere da ciò, viene a mancare il rispetto del motto "chi sbaglia paga", al quale il successore ha ormai sostituito il più efficace "chi lecca di più è salvo". E' evidente che la Civetta non abbia leccato, ma l'azione è stata compiuta in modo massiccio da Torre e Bruco; da qui il salvataggio per tutti. Ed andiamo ad analizzare le consuete immature motivazioni nelle dieci sanzioni emesse ieri mattina dalla Creatura.

Atzeni - Due ammonizioni per il fantino del Nicchio, tre complessivamente in due soli Palii corsi. Ridicolo l'accenno alla relazione del Mossiere, completamente fuori luogo la motivazione del primo abbassamento del canape. Sulla posizione rilevata al momento della mossa valida e sul fatto di tenere di traverso il cavallo per tutte le fasi della mossa, anche se non adeguatamente motivate, le sanzioni risultano equilibrate. Sia Pocci che la Creatura hanno dimostrato carente conoscenza del meccanismo sanzionatorio perché parlano di "addebito", quando tale meccanismo non esiste in questa fase di primo grado. Grave la lacuna regolamentare, invece, sugli effetti della duplice ammonizione rimediata. E' evidente che sia Pocci che la Creatura non conoscono, nella maniera più assoluta, il Regolamento del Palio e le norme. Nel dispositivo sanzionatorio doveva essere indicata la sommatoria che esclude, a seguito dell'ammonizione ricevuta a luglio, Atzeni dal Palio di luglio 2004. E' l'ennesima dimostrazione dell'incapacità conoscitiva e deliberativa della Creatura. E non solo di lui.

Chiti - Manca completamente il motivo per cui è stato sanzionato con un'ammonizione: è semplicemente incredibile. Qui si dimostra l'assoluta incapacità di scrivere la chiarezza della sanzione poiché il fantino deve capire quale sia l' infrazione commessa. Cosa ha fatto Chiti? Ha cambiato posto, ha usato il nerbo, ha messo di traverso il cavallo, ha bloccato la rincorsa? Cosa abbia fatto, probabilmente, non lo sa neppure la Creatura che, assieme a Pocci, ha dimostrato di non saper "leggere" il filmato. Tutto qui.

Mari - L'ammonizione è scattata per cambio di posto al momento della mossa valida: dal terzo anziché dal secondo posto. La motivazione è inventata di sana pianta e dimostra l'assoluta incapacità, come dimostriamo in altra parte, di leggere documenti e filmati ufficiali da parte della Creatura e del successore. Anche per Mari manca, nel dispositivo, la mancata applicazione delle norme regolamentari per doppia ammonizione.

Minisini - Per lui valgono le stesse identiche parole che abbiamo usato per Chiti: il fantino non può sapere perché è stato ammonito. Per lui, come per Mari e Atzeni, mancano i riferimenti regolamentari per la doppia ammonizione che lo allontana dal tufo per luglio 2004.

Pusceddu - Quattro ammonizioni perché la Creatura è risultata arrabbiata dell'arbitrario salvataggio a luglio del fantino da parte della Giunta. Alcune motivazioni sono il frutto di una fantasia esasperata della Creatura stessa, altre la logica conseguenza del comportamento del Pusceddu. Inventato ed inopportuno il richiamo all'art. 69, ma più evidente ed inventato è l'"atteggiamento che induceva uno stato di irrequietezza nel proprio cavallo". Cosa vuol dire? e dov'è la ricostruzione di questo atteggiamento? Sul nerbo usato nei confronti del Nicchio non si comprende il motivo per cui questa stessa linea non sia stata usata anche per Ricceri, che ha colpito il cavallo della Torre. Due misure usate dalla Creatura per un identico esame. Anche per Pusceddu, come per gli altri tre fantini, manca l'applicazione della norma della sommatoria.

Bruco - Le due deplorazioni comminate non rappresentano motivo di polemica e sono giuste. C'è da rilevare il caotico richiamo agli articoli del Regolamento usato dalla Creatura. In particolare l'art. 80 per l'invasione in pista dei contradaioli: un'invenzione.

Civetta - La censura è il minimo indispensabile che poteva essere applicato per l'infrazione commessa dal barbaresco. La Creatura però, perché non ha le capacità per farlo, non ha spiegato, come prescrive l'art. 99 bis, il "discostamento" sanzionatorio dai precedenti che, per tali casi, prevedono la deplorazione. Con la censura alla Civetta, automaticamente è scattata la stessa sanzione alla Torre. Il richiamo all'art. 17 fa parte della confusione che regna nella Creatura, non c'entrava niente.

Leocorno - L'obiezione che si rileva non è sulla sanzione applicata (censura), quanto sul richiamo dell'art. 63 che vieta ai dirigenti di scendere in pista per impartire ordini. Qui si è trattato di un aiuto per la caduta del fantino e, caso mai, l'articolo da richiamare era il 69. Chiare ed evidenti lacune di competenza.

Onda - Un'altra Contrada graziata dal "rosario della Creatura". L'atteggiamento nei confronti di personale amministrativo preposto per il "soccorso" di qualsiasi cavallo meritava più di una semplice deplorazione. E ci fermiamo qui, per evidenti motivi che vanno al di là di un esame sanzionatorio. Per la censura, come al solito, è stato commesso l'errore di non indicare la prova (si trattava della quarta) in cui è stata compiuta l'infrazione. Come per la Civetta, il richiamo all'art. 17 è inventato.

Torre - La super protetta, che si è vista depennare un atteggiamento abbastanza delicato come l'"uso non consentito delle Ambulanze". La censura è giunta grazie a quella della Civetta e qui è ancora inventato il richiamo dell'art. 17, tanto più che il maniscalco non è una figura prevista dal Regolamento del Palio. Sulla deplorazione il successore, per evitare e limitare le polemiche dell'Oca, ha dato ampia dimostrazione della sua perfetta incapacità, costringendo la Creatura a fare due riferimenti sanzionatori che, nel caso in esame, non c'entrano assolutamente niente. Dice la Creatura, su suggerimento del successore: è stata data una deplorazione all'Oca nel 1998 e, pertanto, la Torre prende la deplorazione anziché una squalifica. Il caso ripreso impropriamente dalla Creatura è completamente fuori luogo e dimostra la "protezione" alla Torre. L'atteggiamento subito da Cianchino avvenne appena conclusa la corsa, a caldo e sul tufo; fu giusta la deplorazione all'Oca. Ma un episodio del genere è equiparabile a quello subito dall'Aquila, con dei contradaioli della Torre che si organizzano, cercano ed "inseguono" il fantino Mari e lo aggrediscono in Via del Porrione? Non è la stessa visione dei fatti. Quindi se l'Oca si è presa una deplorazione, la Torre doveva essere squalificata. Anche se con entità diverse, l'Istrice ha un sufficiente motivo per "biascicare" su questa assoluzione di Salicotto. C'è di più. Per completare la propria incapacità, la Creatura, su suggerimento del successore, ha citato anche l'esempio dello scorso agosto tra Drago e fantino della Pantera. Coghe, in quell'occasione, fu colpito dal barbaresco ufficiale della Contrada. Il Drago si trovò graziato e venne solo deplorato. Allora, se un dirigente colpisce un fantino e la Contrada subisce una deplorazione, una Contrada, i cui contradaioli colpiscono un fantino, deve subire una censura. Perché, altrimenti, dov'è la gerarchia prevista dallo stesso art. 101? Il problema è un altro: l'errore di valutazione compiuto lo scorso anno a favore del Drago si ripercuote, come visto, adesso. Qualcosa non torna? Non torna la presenza di inadatti di questa amministrazione nella gestione delicata del Palio. Si tratta di impreparati incompetenti, che continuano ad essere incompetenti. Sempre e con semplicità.

I ricorsi - I ricorsi per l'esame di secondo grado della Giunta scadono ufficialmente il 9 novembre, ma essendo giorno di domenica, per la legge italiana, scivolano a lunedì 10.

Sergio Profeti

31 ottobre 2003