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Chiti come Minisini alla ricerca di un perché

Le motivazioni della Giunta che chiudono il capitolo paliesco del 2003

Atzeni

Chiti

Mari

Minisini

Pusceddu

Bruco

Civetta

Leocorno

Onda

Torre

 

Sull'ammonizione ad Alessandro Chiti, sia la Creatura che il successore hanno elaborato una serie di stupefacenti falsità che rappresentano un'offesa alla decenza paliesca. La Creatura aveva sanzionato il Chiti perché questi "nelle fasi precedenti la mossa, nonostante i ripetuti inviti del Mossiere, tenuto un comportamento contrario a quanto disposto dall'art. 64". La motivazione della Creatura è falsa ed inventata di sana piante, perché Chiti, la cui memoria difensiva è stata particolarmente curata, è riuscito a smontare, nel modo più semplice possibile, il castello accusatorio. Perché in modo semplice? Perché Chiti ha affermato che nella relazione del Mossiere manca "qualsiasi riferimento" di richiami e questo vuol dire che Masala non ha ritenuto opportuno evidenziare alcun tipo di scorrettezza di Chiti. I Deputati della Festa hanno invece evidenziato il richiamo al chiti, al apri dello Zeddino (Civetta) che non è stato sanzionato dalla Creatura. Il Chiti, di conseguenza, è stato ammonito perché "richiamato" non dal Mossiere, ma dai Deputati della Festa, che hanno fatto proprio il richiamo verbale. Non si conosce il motivo del richiamo, se per aver danneggiato altre Contrade, se per aver usato il nerbo, se per aver posto di traverso il cavallo, se per aver cambiato posto. Il chiti non viene addebitato di nulla, se non di un richiamo, del resto fantomatico poiché non ufficializzato nella sua relazione dal Mossiere. La risposta della Giunta, offensiva per la decenza paliesca, è talmente ridicola che non si può fasre a meno di rimarcare vari passaggi. Dunque, il Mossiere non ha assolutamente scritto nulla contro il Chiti; gli unici che hanno evidenziato il richiamo sono stati i deputati della Festa, senza peraltro specificare in cosa consistesse la violazione dell'art. 64. Cosa fa la Creatura? Dà l'ammonizione, ignorando, del resto, lo Zedde, segnalato al pari del Chiti nella stessa relazione dei Deputati. E la Giunta come risponde al Chiti? "Non vengono ... applicate le sanzioni verbali del Mossiere in quanto egli stesso nella propria relazione fa intendere di non aver voluto irrorare una sanzione ..." Qui il latte, come suol dirsi, scende fino ai ginocchi ed è opportuno che ciascun lettore analizzi per proprio conto le argomentazioni inventate dal successore. E' inaudito leggere queste fandonie, attraverso le quali un professionista viene a subire una sanzione. Basta questa frase per giungere alla conclusione che le motivazioni sono state tutte forzate, scritte arrampicandosi sui vetri, ma con la consapevolezza di non sapere cosa si stava scrivendo. Ora, che esistano fasi nel filmato in cui il Chiti è responsabile di alcuni comportamenti contrari all'art. 64 è un dato di fatto; ma che la Creatura, il Mossiere, il successore stesso non siano riusciti ad indicare con estrema chiarezza le varie infrazioni commesse dal Chiti è un dato altrettanto certo. Ma questo conferma che né la Creatura, né il successore sono in grado, vista la loro automatica ignoranza al riguardo, di stabilire nero su bianco quali fossero le infrazioni commesse. Queste mancanze determinano la forzatura di un organo decisionale (l'accoppiata perdente successore-Creatura) che non è più all'altezza di guidare questo delicatissimo compito paliesco. Il Chiti, come del resto Minisini, può recriminare perché non è assolutamente a conoscenza dei motivi che lo hanno portato a subire una sanzione. C'è un aspetto di illegittimità dell'atto di Giunta, cioè la presenza dell'archivista dell'Istrice. Ma questo aspetto, al cospetto delle leggi inventate dalla Giunta del successore (il caso di Mociano lo dimostra con estrema tranquillità), è irrisorio, ma moralmente molto significativo per una Giunta proiettata a tutelare interessi parziali. E, per cortesia, non veniamo a sostenere, neppure a mezze parole, che l'archivista dell'Istrice, lo scorso anno votò contro la propria Contrade. Sarebbe un "gianduitto" che non potremo rifiutare. Provare , per credere.

Sergio Profeti

9 dicembre 2003