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Siamo alla svolta del dramma

La Festa, cioè il bene collettivo della società senese, sta attraversando uno dei momenti più delicati della sua esistenza e necessita di un forte chiarimento da parte di tutte le componenti che la compongono e la rendono  tale. L'insistenza degli attacchi che subisce, sia all'interno che all'esterno, trova precise responsabilità in una "allegra" gestione da parte di chi, al contrario, avrebbe dovuto trovare quelle correzioni necessarie per far sì che l'intero patrimonio, culturale e sociale della città, potesse uscire a testa alta dagli attacchi che subisce. Le responsabilità, ovviamente, ricadono sul successore del Sindaco di Siena, che, in sei Palii, è riuscito a creare tutti i presupposti negativi che la Festa sta subendo. Le sue evidenti mancanze organizzative risultano talmente macroscopiche che, neppure volendo, si può far finta di oscurarle. Se la Festa, in questi due ultimi anni, ha richiamato l'attenzione esterna in modo negativo, le colpe sono solo ed esclusivamente del successore. Nell'agosto 2002, pur essendo al corrente di ciò che stava accadendo, non ha mosso un dito, a livello organizzativo e di tutela della Festa, per evitare ciò che tutti hanno ancora sotto gli occhi. Dal suo atteggiamento passivo, ed anche dalla sua spiccata irresponsabilità per il ruolo cittadino ricoperto, sono scattate quella serie di situazioni che hanno portato Siena, il Palio, la Festa ad occupare spazi negativi sui mezzi di informazione nazionale, non ultima la Tv di Stato. Nell'agosto 2003 la mancanza di "affetto" nei confronti della Festa e della città ha trasformato il successore nel più adorabile alleato degli animalai, permettendo e costruendo tutte le condizioni per l'intervento successivo del PM Marini. Ed anche qui la Festa è rimbalzata in modo negativo sugli organi di informazione al di là delle mura. All'interno delle mura, il successore si è reso responsabile di una serie di eventi, esclusivamente sanzionatori, che hanno trovato terreno fertile per le polemiche. Non si tratta della sanzione pura e cruda, si tratta di "come" e del "perché" sia arrivata la sanzione. Nell'agosto 2001 la Giunta non tiene assolutamente in considerazione un filmato prodotto dal Nicchio, che aveva tutte le sacrosante ragioni per essere visionato, anche se, occorre sottolinearlo, il tiro sanzionatorio non sarebbe stato certo modificato. Ma un fatto è la presentazione di "nuove prove" a discarico, un altro è il rigetto senza alcun tipo di "visione". Nell'agosto 2002 Istrice e Lupa si ritrovano squalificate per 1 Palio grazie alla "sensazione ed intervista" di un Ispettore di Pista; l'Oca è squalificata grazie ad una telefonata; dirigenti e contradaioli dell'Istrice, con un procedimento penale in corso, si ritrovano condannati dall'Amministrazione comunale; il Coghe si ritrova squalificato per l'oscillazione del proprio cavallo. Nell'agosto 2003, cioè adesso, fantini come Chiti e Minisini subiscono sanzioni disciplinari senza sapere quale sia stata la loro infrazione; il Mari resta immobile all'inserimento del fantino della Torre e, pur producendo filmati chiarissimi, sarà costretto a saltare un Palio; il Pusceddu subisce una nerbata dal Ricceri ed il fantino dell'Onda non viene punito; sempre il Pusceddu dimostra con i filmati con non colpisce il fantino del Nicchio e viene ugualmente sanzionato; la Torre picchia un fantino all'interno di un'ambulanza, danneggiandola, e viene graziata; il Bruco compra i posti in palco alla mossa e la sua invasione viene illegalmente ed arbitrariamente decurtata. Poi, per concludere, le minacce precise di responsabilità, nel 2004, delle Contrade per il comportamento alla mossa del rispettivo fantino; affermazioni rimangiate nel giro di pochi giorni. La regia di tutto questo ha una precisa fisionomia ed è frutto di arroganza, potere che esalta, impreparazione, mancanza di cultura contradaiola e paliesca, incompetenza. Il regista di tutto questo è lui, il successore, che non è riuscito, pur essendo un ex-viceonorandino, a comprendere i limiti d'azione su un terreno particolarmente delicato. La Festa scivola sempre più verso il basso ed è ormai alla svolta. Forse è proprio necessario pensare di ritrovare, tutti assieme e senza fare i tour della città, quel filo di logicità e coerenza che il Comune di Siena, attualmente, ha perso per colpa di lui: il successore.

Sergio Profeti

3 dicembre 2003