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Alla base c'è l'ingovernabilità della certezza Il successore è riuscito a creare quelle condizioni ideali che la storia del Palio aveva già conosciuto ai tempi di Mazzoni della Stella quando, ad esempio, la Torre (settembre 1986) veniva salvata per essersi rifiutata di far partecipare Bizzarro al Corteo e la Selva (luglio 1987), per la stessa motivazione, veniva squalificata per 1 Palio. Quello che sta succedendo in questo periodo ricalca in pieno la situazione sociale che sembra amalgamare le due ere gestionali. E' questo il motivo preoccupante, poiché si tratta sì di rivedere un film già visto, ma questa volta in modo più comico e insufficiente. La sensazione che ne deriva è, ovviamente, negativa per l'intera Festa e questo ci preoccupa. Ci troviamo, infatti, davanti alla cosiddetta "ingovernabilità della certezza", dove si creano tutti quei presupposti che minano, appunto, la "certezza". Mentre Mazzoni della Stella era più portato ad agire d'istinto, il successore agisce come un pescatore dilettante che butta la rete in mare e tira su quel che capita. Poi, nella seconda fase, la scelta delle sanzioni; quel pesciolino che è rimasto viene accoppiato ad un'estrazione casuale della sanzione, a cui, per completare l'opera, si amalgama una motivazione completamente inventata e stentata. Proseguendo su queste direttive si andrà a codificarsi quel processo di ingestibilità della Festa che è ormai una costante caratteristica del successore. Qui non si tratta di vedere sanzionati questo o quel fantino, questa o quella Contrada; si tratta di avere, attraverso le motivazioni, la certezza della governabilità sanzionatoria. Il successore non è riuscito ancora a capire (ma l'evento non stupisce né chi scrive, né i nostri lettori) che non si può gestire la giustizia paliesca come un ... comunicato stampa. Nel momento in cui si verificano infrazioni al regolamento e le "regole" non vengono rispettate si deve agire, senza guardare in faccia a nessuno, ma il comportamento sanzionatorio deve essere affiancato da valide motivazioni che rendano il provvedimento attaccabile solo da chi ne subisce le conseguenze. Ed invece, nell'era del successore, ci si trova a veder masticare amaro da tutte le componenti della Festa. Insomma, il successore ha debuttato nell'agosto 2001 igno9rando completamente le prove prodotte da una Contrada (il filmato del Nicchio); ha proseguito nell'agosto 2002 con sanzioni create "dalla sensazione" (la telefonata dell'Oca, o l'oscillamento del Coghe); per concludere con questo agosto 2003 dove l'effetto sanzionatorio si è vanificato inesorabilmente nelle inventate motivazioni. L'augurio che la Festa, in questo nuovo inizio contradaiolo, deve fare a se stessa sta nella consapevolezza che l'era del successore sta concludendosi e che la "certezza sanzionatoria" tornerà ad essere governata, in modo così da sapere quale infrazione sia stata realmente commessa. Sergio Profeti 1 dicembre 2003 |