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Le regole ci sono per essere rispettate Chi sbaglia deve pagare: questo è il concetto di base per la gestione del Palio di Siena. E' un concetto semplice, molto concreto, e che ci ha sempre trovati consenzienti. Le regole nel Palio sono chiare, corrette ed essenziali; possono essere modificate ed interpretate a seconda della situazione sociale in cui le varie infrazioni si verificano, ma posseggono tutte un loro preciso labirinto che le lega le une alle altre. Questo labirinto si chiama, semplicemente, applicazione senza guardare in faccia nessuno. Le regole sono fatte perché i giochi, tutti i giochi del mondo, funzionino; senza regole non esiste gioco, non esiste nulla poiché tutti si sentono padroni della propria "regola", come la filosofia anarchica insegna. Ma gli anarchici non giocavano e non organizzavano le feste. A Siena c'è questa Festa che ha, da sempre, regole precise screitte e consuetudinarie, scritte e tradizionali. Vanno applicate perché il gioco, la Festa, continui nei secoli. Le regole devono essere rispettate da tutti i tre componenti il gioco: le Contrade, i fantini, il Comune di Siena. Se uno degli anelli si spezza le regole non sono rispettate. A farle rispettare c'è il Comune di Siena, ma poiché anch'esso è un anello della catena non è ammissibile che sia proprio il "garante delle regole" a non rispettarle. Il 16 agosto, dalle ore 7 alle ore 20, il Comune di Siena, impersonificato nel successore, non ha rispettato le regole che tutti vedevano, toccavano e giudicavano. A perdere, dopo lo scoppio dei mortaretti, è stata l'intera città, la Festa che è stata nuovamente accerchiata da animalai spelacchiati. E di questo è doveroso porgere i ringraziamenti al successore. Adesso si stanno per riscrivere altre regole che vanno a scalfire quelle stesse che non erano state applicate il 16 agosto, rincorrendo, nella mentalità tipica dei politici, un rimedio senza analizzarne gli effetti che lo hanno prodotto. Sono inutili le nuove regole, se non si è capaci di far rispettare quelle che già esistono. Ed è opportuno fare attenzione ad un passaggio fondamentale: se il 16 agosto il successore avesse applicato le regole esistenti, oggi non ci sarebbe alcuna necessità di formularne altre. Così, semplicemente. Sergio Profeti 18 dicembre 2003 |