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Le Contrade non possono pagare per le irresponsabilità del successore

Siamo ormai alla vigilia del grande annuncio, atteso allorché i 17 capitani, a metà di gennaio, avranno la sfortuna di incontrarsi nuovamente con il successore. E sarà un annuncio che, se non sarà analizzato con la massima attenzione, produrrà effetti di impatto notevoli e consistenti. Di tutto ciò il mondo delle 17 Contrade deve ringraziare una sola persona: il successore. L'unico irresponsabile di questo sfascio continuo della Festa ricade solo ed esclusivamente su una figura completamente inadatta a svolgere ruoli così delicati all'interno della Festa. Le gravissime lacune organizzative emerse nella "gestione equina" di Big Big, prima, e di Alghero, dopo, non possono essere occultate con tranquillità. Se oggi i 17 Capitani si trovano davanti ad un improvviso azzeramento di concetti, elaborati minuziosamente e con attenzione all'indomani del decreto penale che colpì i "tre dell'Onda", devono ringraziare solo ed esclusivamente l'irresponsabilità del successore, che, alle 7 del mattino del 16 agosto, non seppe accorgersi quali fossero i reali pericoli che stava attraversando la Festa ed il suo futuro. Adesso siamo giunti alla resa dei conti, poiché tutte le immature decisioni assunte nella giornata del 16 agosto stanno producendo effetti negativi a danno dell'intera comunità contradaiola. I 17 Capitani, gli unici che devono preoccuparsi seriamente di questa tragedia che gestisce l'organizzazione del Palio all'interno del Comune, potranno ribaltare la situazione, ma solo se riusciranno a comprendere di agire tutti assieme e senza nascondere il proprio dito guardando quello della rivale. Ad oggi le Contrade stanno subendo completamente i disastrosi danni procurati da una gestione superficiale da parte del successore, specificatamente incompetente su tematiche che riguardano la Festa. Le regole esistono e vanno rispettate da tutti, ma vanno sapute far rispettare; è questo l'aspetto che è sempre mancato al successore. Inutile nascondere l'irresponsabilità di certe decisioni, che dovevano essere assunte ilo 16 agosto, attraverso la riscrittura di nuove regole, oppure con azzeramenti di certezze ben consolidate. E' inutile perché se poi se ne evita l'applicazione saremo sempre a rincorrere nuove disposizioni, nuove ordinanze, nuovi arruffamenti. Se il successore avesse ben compreso, il 16 agosto, quali fossero le sue responsabilità davanti alla Città ed alla Festa, oggi tutto questo non accadrebbe. E le Contrade non sarebbero costrette a pagare direttamente per colpe disorganizzative e decisionali dell'unico responsabile che sta portando la Festa allo sfascio più completo: il successore.

Sergio Profeti

18 dicembre 2003