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Gli animalai lavaioli: tante chiacchiere per il monopolio dell'informazione di comodo

E così, grazie alle notizie di Laura Valdesi riportate da La Nazione, si scopre che non sono stati gli animalai lavaioli a proporre l'opposizione sulla richiesta di archiviazione presentata dal PM Marini. Non sono stati i lavaioli, perché a "sollecitare" altri chiarimenti ci ha pensato il Codacons nazionale. Il fatto merita particolare attenzione, poiché dimostra, se mai ce ne fosse stata necessità, tutta la chiave di lettura che serve per comprendere il comportamento dei lavaioli. Questi, grazie soprattutto alla faziosa comunicazione servita a livello nazionale dall'Ansa, pensano solo a mettersi in mostra allorché subentrano incidenti equini in Piazza del Campo. Non c'è dubbio che la forza d'impatto comunicativo degli animalai è tale che riescono ad attirare l'attenzione generale, basandosi sull'emotività del momento e fornendo dati inventati e manipolati sui cosiddetti "decessi equini". Per quanto riguarda proprio la comunicazione, gli animalai danno facilmente lezione al solerte ufficio dei portavoce del successore, ma solo a questo ufficio. Gli animali dimostrano di essere effervescenti a tal punto che non si preoccupano minimamente di come si svolgano le indagini avviate, anche se autonomamente, su loro precisi esposti. Agli animalai interessa solamente apparire lì per lì, poi, per il resto, restano in attesa del collegamento in diretta del prossimo Palio tifando perché qualche cavallo si infortuni seriamente. Ad agosto hanno trovato nel successore un inatteso alleato.

Sergio Profeti

3 maggio 2004