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Nuovi problemoni per il Citipi

Ci risiamo! Il Citipi non ha pace e la sua struttura  statutaria è lì a renderlo, di fatto, un organismo amorfo. Gli onorandini dimostrano, con il passare degli anni, una precisa volontà di oscurare questo "braccio operativo" poiché sono gelosi ed invidiosi, in pratica, di se stessi. Ancorati all'obesa mentalità che imprimi valore solo al massimo organismo contradaiolo (cioè la Confraternita delle Processioni), gli onorandini non sono mai riusciti a comprendere, per oltre venti anni, l'importanza che può assumere questo organismo e tutta la sua potenzialità deliberativa. Ma, a prescindere da queste polemiche attuali, cos'è che oggi ha spinto Sunto a tornare ad anlizzare il Citipi, sottoponendo ai propri lettori le consuete riflessioni? Il CdA del Citipi sta per subire un'altra ennesima "chiusura", cioè dovrà nuovamente essere ricostruito. L'attuale Presidente, Lorenzo Sampieri, non sarà più onorandino del Leocorno e questo evento fa scattare in pieno il comma 2 dell'art. 14 dello Statuto, che, contrariamente a quanto si può pensare, non è un regolamentino, ma un vero e proprio Statuto che deve rispondere alle leggi dell'ordinamento italiano. Cosa prescrive l'art. 14, comma 2? Che almeno tre dei cinque membri del CdA devono essere scelti tra gli onorandini in carica. Attualmente l'art. 14 comma 2 non crea problemi, ma problemi li creerà allorché Sampieri e Maestrini non saranno più onorandini. In questo specifico momento il CdA del Citipi dovrà essere rinnovato, con le conseguenti problematiche che, di fatto, abbuiano l'attività dell'intero Citipi. Da anni lo Statuto del Citipi dimostra i suoi limiti attuativi, specialmente su questo aspetto normativo, ed avrebbe dovuto essere modificato con l'istituzione di un vero Direttore Generale, che, a nostro parere, rappresenta la carta vincente per il futuro dell'organismo. Sta di fatto che, invece, gli onorandini propongono barriere e rinvii favorendo, di fatto, la legittimazione dell'attuale stato, con evidenti ripercussioni negative per l'attività programmatica del Citipi. Questa situazione viene legittimata dall'atteggiamento invidioso degli onorandini, che non permettono, da oltre 20 anni, al Citipi di svolgere un'attività indipendente con spirito imprenditorialistico. Per controbattere questa nostra tesi, che viene sollevata con continuità,  ci sarebbe un sistema, molto semplice. Prima che ufficialmente sia Sampieri (Leocorno) che Maestrini (Pantera) escano dal Citipi, si potrebbe, semplicemente, riscrivere ed approvare un nuovo Statuto e permettere che il "cappio dei 3/5" previsto venga definitivamente abolito. Anche perché ogni anno saremo sempre qui a puntualizzare questo enorme limite operativo di un organismo che, dopo oltre 20 anni, deve ancora "mettere giudizio".

Sergio Profeti

9 dicembre 2003