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Lettera aperta agli onorandini di Nicchio, Pantera e Valdimontone I tre onorandini di Nicchio, Pantera e Valdimontone sono stati designati per costruire la nuova deputazione della Confraternita delle Processioni, dopo i mancati golpe che l'onorandino dell'Onda, particolarmente attaccato alla conservazione del titolo di Onorandone, aveva messo in pratica. Due per l'esattezza che vogliamo brevemente riportare. Nel primo l'onorandino dell'Onda confermava lui stesso al ruolo di Onorandone con l'alternanza dello scaduto onorandino dell'Aquila con quello della Tartuca. Dopo un brevissimo tempo di ripensamento ecco la seconda soluzione: l'onorandino della Tartuca non è più Consigliere ma vice-Onorandone, con l'onorandina della Selva che subentra al ruolo di consigliere detenuto dall'onorandino dell'Aquila. Questi "colpi di stato", emersi solo dalle nostre pagine, devono aver creato una situazione di disagio interno, tant'è che ecco puntuale che vengono designati tre onorandini per "saggiare" il terreno. Ed è proprio a questi tre onorandini che rivolgiamo la nostra "lettera aperta" al fine di evitare, in tutti i modi, di riproporre l'onorandino dell'Onda a diventare Onorandone. L'onorandino dell'Onda è un bravissimo professionista e persona decisamente squisita, ma ha dimostrato scarsissime ore di volo nel guidare l'organismo, sempre più specificatamente addestrato alle processioni, sia civili che religiose. Non è opportuno ripercorrere tutti i tempi degli insuccssi dell'attuale Onorandone, basterà focalizzare l'attenzione sulla gestione del rapporto con la Guardia di Finanza e, poiché non si possono scrivere tutti i particolari della vicenda, i tre onorandini, destinatari di questa lettera, sanno nei minimi particolari come l'attuale Onorandone ha gestito all'interno dell'organismo la situazione. Gli onorandini non sono mai stati messi al corrente sull'intera vicenda, sui rapporti, sui contatti; agli onorandini non è stata né illustrata fino in fondo la questione, né è stata imposta con decisione quella scelta filosofica che sta tentennando all'interno. Ma tutti e tre gli onorandini in questione, due dei quali con conoscenza dell'ambiente più diretto, sanno come e perché le ali dell'Onorandone non si sono mai messe in azione. Questo Onorandone contribuisce, con il successore, allo sfascio della Festa, vista la mancanza di idee, di organizzazione, di decisioni che un organismo del genere necessita. E, per non cadere nella struggente ed inqualificabile retorica, non si venga a sostenere la tesi che, in questo momento particolare della vita contradaiola, è necessario trovare un'unità ed un segnale preciso. In questo particolare momento della vita contradaiola è necessario che l'onorandino dell'Onda non sia confermato ad Onorandone. Così, semplicemente. Sergio Profeti 13 aprile 2004 |