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Non fatevi ingannare dalla disponibilità dell'Onorandone Lunedì gli onorandini tornano a riunirsi per eleggere, a sorpresa, il cosiddetto staff organizzativo, o Deputazione in gergo. Si maturerà, così, il golpe astutamente organizzato che avrebbe dovuto portare l'onorandino dell'Onda a ricoprire, per la seconda volta consecutiva, il ruolo dell'Onorandone, come impone la Banca Padrona. A parte che gli onorandini, che non fanno parte della lobby bancaria, si sono trovati impreparati a fronteggiare la situazione, tant'è che tutto è saltato perché l'onorandino della Tartuca è stato paragonato al classico tappabuchi (non c'è più l'Aquila e ci si mette la Tartuca), a parte ciò è inconcepibile che l'elezione di un organo contradaiolo non passi attraverso il filtro di un'apposita commissione. Ed è anche incomprensibile che elezioni del genere vengano imposte e studiate, secondo i classici canoni delle dittature autoritarie. L'Onorandone, a parte il fatto di conservare, a nome degli altri 16 onorandini, i rapporti con il suo datore di lavoro che è la Banca Padrona, quali altri meriti ha avuto nella sua gestione? Per citare gli ultimi episodi, è stato rincartato dai palcaioli; è risultato assente nella riunione conclusiva con gli stessi; ha tenuto nascosto nel cassetto il nuovo Statuto del Citipi per tre mesi; ha appiattito l'attività degli onorandini; ha dimostrato di non avere assolutamente capacità organizzative e di coordinamento; non ha assolutamente tempo a disposizione, svolgendo egregiamente la sua attività professionale nella Banca Padrona; e non parliamo del "tatto" usato con i vertici della Guardia di Finanza. Ci chiediamo: quali sono i meriti che portano alla sua riconferma? Ma soprattutto ci chiediamo: come fanno gli onorandini ad essere così piatti accettando le scatole chiuse (da non confondersi con quelle cinesi)? Sergio Profeti 2 aprile 2004 |